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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

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  • Quadro macroeconomico del Kenya

Le previsioni sull’andamento dell’economia del Kenya sono positive. Per i prossimi tre anni é prospettata una crescita tra il 5% e il 6%, sostenuta da un’ulteriore espansione dei servizi bancari e del settore delle telecomunicazioni, dagli investimenti nel piano di ammodernamento delle infrastrutture, dalle riforme in ambito commerciale e istituzionale e da una maggiore integrazione regionale. Questo scenario di crescita dovrebbe essere sostenuto dal consolidamento e dall’ulteriore incremento della classe media. Nel 2013 il PIL ha registrato una crescita del 4.8%; per il 2014 si attende un incremento del 5.6%. Per i prossimi 5 anni le stime di crescita sono positive e si attestano ad un valore di circa il 6%.
Nel 2013 il settore dell’industria ha registrato la crescita maggiore, con un valore del 6.4%. Seguono il settore agricolo con il 4.6% e quello dei servizi al 3.6%. Per il 2014 ci si attende lo stesso trend, con un miglioramento della performance del settore dei servizi.
Il Kenya è sempre stato un importatore netto di fonti energetiche fossili ma la situazione è destinata a cambiare progressivamente. La recente scoperta della presenza di idrocarburi nell’area nord-occidentale del Paese rappresenta un elemento importante per le prospettive di sviluppo dell’economia kenyana. In seguito alla scoperta di questo primo giacimento petrolifero sulla terraferma, altre compagnie petrolifere internazionali hanno concluso con il Governo kenyano contratti di esplorazione sia sulla terraferma sia al largo delle coste.
Nonostante le criticita’ rappresentate dalla vicina Somalia, il Kenya e’ un convinto sostenitore del processo di integrazione regionale. La creazione di una vasta area di scambio viene vista come naturale sbocco per la propria industria manifatturiera e come strumento per valorizzare appieno le potenzialita’ del porto di Mombasa. Sempre tale ottica si inquadra il ruolo cruciale del Kenya quale “hub” per una rete infrastrutturale finalizzata al transito di merci ed idrocarburi.
Il Kenya e’ pero’ chiamato ad affrontare e risolvere le carenze strutturali che limitano il potenziale di sviluppo: infrastrutture insufficienti, deficit energetico, snellimento burocratico per facilitare il commercio regionale e alti tassi di corruzione.
Il turismo rappresenta una voce importante dell’economia di questo Paese e nel 2013 ha registrato una forte flessione, dovuta alla crisi in Europa e al clima di incertezza dato dalle elezioni politiche prima e dall’attacco terroristico al centro commerciale di Nairobi poi. Anche per il 2014 si prevede un afflusso turistico minore rispetto alle attese.

 

  • I rapporti economici bilaterali

Il Kenya e’ considerato un partner importante per l’Italia e un attore strategico per la stabilità e lo sviluppo economico e sociale dell’Africa Orientale. Nell’ottica di voler costruire e consolidare relazioni politiche ed economiche sempre piu’ strette con i paesi del continente africano particolare attenzione e’ rivolta proprio al Kenya, per la sua posizione strategica e per le sue interessanti potenzialita’ di sviluppo economico e sociale.
I nostri connazionali residenti in Kenya rappresentano la seconda comunità italiana più grande in Africa Sub-Sahariana e, dopo quella britannica, la collettivita’ piu’ numerosa in Kenya. La nostra comunita’ e' integrata e pienamente partecipe dello sviluppo economico del Paese.
I rapporti bilateriali sono particolarmente positivi anche in ambito di cooperazione allo sviluppo; grazie all’accordo di riconversione del credito, primo e unico accordo di questo tipo firmato dal Governo keniano, sono stati realizzati molti progetti volti a combattere situazioni di poverta’ e a supporto delle comunita’ locali.
Anche nell’ambito della cooperazione scientifica i rapporti tra i due paesi sono positivi, sempre maggiori sono infatti gli accordi di scambio e collaborazione tra istituti universitari italiani e del Kenya. L’Agenzia Spaziale Italiana inoltre opera da decenni presso il centro Spaziale Lugi Broglio, localizzato sulla costa del Kenya.
Per quanto riguarda le relazioni economiche l’Italia registra un saldo commerciale positivo con il Kenya. Nel 2012 le esportazioni dall’Italia hanno registrato un incremento del 21.5% rispetto al 2011, attestandosi a 145 milioni di euro. Le importazioni dal Kenya sono invece rimaste sostanzialmente invariate, attestandosi a 74 milioni di euro.
Nel 2013 le esportazioni sono aumentate del 43% (181 milioni di Euro) mentre le importazioni dal Kenya sono in calo del 15% (67 milioni di Euro).
L’Italia esporta prevalentemente macchinari industriali, prodotti chimici, elettrodomestici e prodotti alimentari ed importa prodotti agricoli, alimentari, tessili e minerari.
Utile strumento per gli investitori italiani é l’Accordo per la Promozione e Protezione degli investimenti, firmato a Roma il 16.9.1996, in vigore dal 4.8.1999.
Al momento sono presenti in Kenya gli uffici di rappresentanza di importanti aziende quali ENI, Maltauro (infrastrutture e costruzioni) e SACE. Il gruppo Finmeccanica ha effettuato forniture in Kenya e intrattiene contatti costanti con queste autorità. Enel Green Power sta valutando un importante investimento nel settore energetico (geotermico). E’ stata creata recentemente un’Associazione per il Commercio tra Italia e Kenya che ha lo scopo di promuovere e rafforzare le relazioni commerciali tra gli operatori economici dei due Paesi.

Altri investimenti italiani si registrano prevalentemente nel settore del turismo.

Si riscontra un crescente apprezzamento del prodotto italiano, soprattutto nel caso di macchinari, prodotti di consumo, alimentari, arredamento, materiali da costruzione e abbigliamento. Il mercato locale ha una buona percezione del prodotto italiano, che si trova comunque ad affrontare competitors aggressivi quali  le imprese turche e cinesi.


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